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Pietro Musone, Sartoria Italiana
Stile

Il galateo dell'abito: le regole (non scritte) dell'eleganza maschile

Redazione Sartoria8 min di lettura
Il galateo dell'abito: le regole (non scritte) dell'eleganza maschile

'Sometimes, never, always': la regola mnemonica anglosassone per l'abbottonatura della giacca a tre bottoni resta un buon punto di partenza, il bottone superiore a discrezione, quello centrale sempre, quello inferiore mai. Una regola semplice che evita l'errore più comune, quello di lasciare la giacca completamente abbottonata da seduti, comprimendo la linea e il comfort.

La cravatta dovrebbe terminare esattamente all'altezza della fibbia della cintura: né oltre, né troppo corta. Il nodo va scelto in base al colletto della camicia, un nodo Windsor per collo francese ampio, un semplice nodo a quattro in mano per colli più stretti, e non dovrebbe mai essere più largo del bavero della giacca.

Il fazzoletto da taschino, se indossato, non deve mai intonarsi perfettamente con la cravatta: la ricercatezza sta nel contrasto misurato, non nell'abbinamento pedissequo. Una piega semplice, a triangolo o 'a straccetto', comunica più sprezzatura di una piega elaborata.

Infine, la regola più importante e meno scritta: l'abito deve servire chi lo indossa, non il contrario. Ogni convenzione qui descritta può, e a volte deve, essere infranta con consapevolezza, perché la vera eleganza nasce dalla naturalezza con cui si porta un capo, non dalla rigidità con cui se ne rispettano le regole.

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